martedì, 17 giugno 2008
Se, come me, pensate che al peggio non c'è mai fine ma non si può rimanere con le mani in mano....dateci un occhiata.... Dimostriamo che l'Italia non è fatta solo di caproni che tentano di compiacere un miliardario di quasi 72 anni....
postato da: k4n0n; alle ore 19:34; | Permalink | commenti (2)
categoria: politica, scazzi quotidiani
venerdì, 04 aprile 2008

Anche se le nostre convinzioni diverse ci avevano condotto su strade diverse, o meglio quello che sono diventato io mi ha condotto lontano dal mondo che apparteneva a te, posso dire di non aver mai dimenticato tutto quello che mi hai insegnato...e sono sicuro che molta altra gente può dire lo stesso.

Hai portato con te la tua sofferenza, non permettendo a nessuno di condividere con te quello che stavi affrontando...e ci hai salutato sottovoce, quasi attento a non disturbarci e andandotene in punta di piedi...Sono sicuro che ora hai trovato la vera Pace

Grazie Renato

postato da: k4n0n; alle ore 18:54; | Permalink | commenti (1)
categoria: fletcher memorial
martedì, 12 febbraio 2008
Il mio Amico se ne va...mio Fratello parte...c'è un velo di tristezza nel sapere che per i prossimi sei mesi sarà a qualche migliaio di chilometri di distanza.
Sono vent'anni che ci conosciamo, abbiamo condiviso tantissimo, l'affetto e la stima che ci legano sono profondi e sinceri: è per questo che la tristezza va messa da parte, lasciando il posto all'orgoglio che provo vedendolo affrontare questa esperienza nel mare aperto che ci conduce verso la piena maturità.
Buon viaggio amico mio, so che anche questa volta te la caverai: una persona speciale come te può solamente avere successo. A presto
postato da: k4n0n; alle ore 13:15; | Permalink | commenti
categoria: andata e ritorno, fletcher memorial
domenica, 03 febbraio 2008
Provo rispetto per le opinioni di molti giornalisti, specialmente quelli di Repubblica, con ogni probabilità soprattutto per affinità di idee e vedute, in partcolar modo politiche.
Detto ciò il numero uno resta il padre di Repubblica, mi ritengo fortunato di aver la possibilità di leggere ogni settimana i suoi commenti puntuali su quanto succede nel nostro disgraziato paese. Oggi ne abbiamo avuto l'ennesima conferma...grazie Eugenio.

Battetevi bene
e buona fortuna

di EUGENIO SCALFARI


ZAPATERO e i Vescovi di Spagna. Anche lì sono imminenti le elezioni dopo un quadriennio di ininterrotto governo. Le faranno all'inizio di marzo, un mese prima di noi che andremo a votare a metà aprile se come sembra tra lunedì e martedì Marini tornerà al Quirinale per comunicare al Presidente che non c'è altra via al di fuori del voto anticipato con questa schifosa legge elettorale.

Perciò Zapatero e i vescovi di Spagna possono essere utili come esempio. In Spagna votarono quattro anni fa con una buona legge che ha dato maggioranze solide e stabilità di governo. Zapatero prese impegni con gli elettori e li mantenne rigorosamente, dal ritiro del corpo di spedizione in Iraq ai matrimoni omosessuali, dalle trattative con l'Eta all'educazione civile nelle scuole, alla struttura federale dello Stato, a provvedimenti economici di stimolo alla crescita del Paese. Adesso presenta il suo bilancio per essere riconfermato o sostituito.

I vescovi di Spagna, dopo aver mobilitato la piazza, nei giorni scorsi hanno diffuso una sorta di manifesto politico nel quale, dopo aver premesso che i programmi elettorali non sono neutrali rispetto ai problemi della fede e della morale e che quindi la Chiesa è autorizzata a giudicarli, hanno elencato uno per uno tutti i punti di dissenso da quanto il governo ha realizzato e da quanto si propone di fare nella prossima legislatura. A conclusione di questo severissimo esame hanno invitato i cattolici a votare contro quei partiti e quei candidati che condividano quello "scempio" delle coscienze cristiane.

La risposta di Zapatero è stata al tempo stesso sobria, rispettosa e fermissima.
Ha detto che i vescovi hanno diritto e libertà di parola, ha ribadito il suo rispetto verso la Chiesa ed ha concluso con la riaffermazione di tutto quanto ha fatto e si propone di fare se vincerà, ricordando che le leggi approvate dal governo e dalle Cortes sono vincolanti per tutti indipendentemente dalla fede religiosa e da altre differenze di genere e di luogo. Il popolo sovrano deciderà perché questa è la democrazia.

Presumo che sua eminenza Ruini si sia congratulato con i suoi colleghi di Spagna che sono entrati a piede dritto nella politica del loro Paese dando indicazioni esplicite di voto. Presumo che anche il Papa si sia compiaciuto della combattività dell'episcopato di Spagna; infatti la Santa Sede non ha manifestato alcuna riserva sulle sue iniziative.

In Italia il linguaggio dell'episcopato è stato appena più cauto. Le interferenze politiche non sono mancate, abbiamo anzi assistito al loro moltiplicarsi anche se non siamo ancora arrivati ad una vera e propria dichiarazione di voto elettorale. Non ancora. E la ragione è facilmente spiegabile. Qui da noi la classe politica è molto più malleabile in confronto alla nettezza del governo socialista spagnolo. Qui basta ed avanza che la Cei aggrotti il sopracciglio per indurre all'obbedienza il laicato, cattolico e non cattolico. Ma si può stare certi che se ci fosse alla testa di un governo e di una maggioranza uno Zapatero italiano, sarebbe guerra aperta con la gerarchia vescovile assai più acerba di quanto oggi non avvenga.

Mi domando se sia un bene od un male. Abbiamo già tanti problemi e tante anomalie da sconsigliare un fronte caldo con la Chiesa. Ma per converso mi domando anche se i compromessi al ribasso con le pretese della gerarchia ecclesiastica non indeboliscano la coscienza democratica lasciando che i diritti civili abbiano una protezione così limitata e precaria quando non siano semplicemente impediti e negati. Sono anche convinto che i cattolici debbano sentirsi a casa loro nella democrazia italiana a condizione che i laici non ne divengano estranei e marginali.

La democrazia senza i cattolici sarebbe impensabile in un Paese come il nostro, ma senza i laici cesserebbe di esistere se è vero che laicità e democrazia sono sinonimi.

Incito perciò i laici ad affermare e sostenere a testa alta e a piena voce i propri valori e le proprie ragioni e le forze democratiche a non vergognarsi di esserlo. Anche questo è un modo di porsi nella campagna elettorale che sta per cominciare.

* * *

La campagna elettorale di Berlusconi e dei suoi soci avrà i toni consueti e la consueta distribuzione delle parti. La voce dominante sarà, come sempre è avvenuto e come è giusto che sia, quella del Capo. Gli argomenti sono scontati: il disastro del governo Prodi (utilissimo per loro il fatto che Prodi sia ancora e fino a dopo il voto il titolare di Palazzo Chigi), le tasse da abbattere a cominciare dall'Ici, i comunisti da espellere dal circuito politico, la Chiesa da soddisfare in tutte le sue richieste, l'economia da rilanciare.

Ma ci sarà un tema nuovo sul quale sia Berlusconi sia Casini (gli altri non so) batteranno molto; un tema seduttivo: la nuova legislatura guidata dal centrodestra avrà caratteristiche "costituenti". Farà le riforme istituzionali, farà una nuova legge elettorale, assocerà l'opposizione sul modello Sarkozy-Attali. Chiamerà a collaborare i cervelli migliori e le migliori energie senza badare ai colori di bandiera. Gianni Letta come vessillo.

Il programma è questo. I soci maggiori si sono già spartiti le cariche: Fini alla presidenza della Camera, Casini agli Esteri. Letta dove la sua presenza "pacificatrice" sarà più utile. Alla presidenza della Rai un uomo "morbido" di centrosinistra con maggioranza targata centrodestra. Tutto come prima, ma in clima "bipartisan".

C'è da credere? Me l'hanno chiesto l'altro giorno anche i colleghi del New York Times che stavano lavorando proprio su questo tema: un Berlusconi nuovo di zecca, ravveduto, mite, senza vendette, dedito una volta tanto all'interesse del Paese prima che alle leggi "ad personam". Un Berlusconi liberale nei fatti e non solo nella parole. Ci credete? Ci crediamo? Vorrei accantonare le antipatie e le simpatie e rispondere sulla base di analisi dei fatti e dell'esperienza.

E' difficile che un uomo di settant'anni cambi carattere. Difficile anche se non impossibile. Berlusconi vuole essere amato, questo è sempre stato il tratto distintivo del suo carattere. Lui si ama molto ma l'amore degli altri gli è indispensabile. Il suo populismo e la sua innata demagogia sono nutriti dall'amore verso di sé e dal bisogno di conquistare gli altri. E' anche molto furbo e perciò consapevole di questi suoi istinti che sa guidare e mettere a frutto. Perciò non prenderà mai provvedimenti impopolari.

Volete i fatti? Eccone qualcuno. L'immondizia a Napoli è esplosa durante i diciotto mesi del governo Prodi ma ha radici più antiche che risalgono al quinquennio berlusconiano. La Tav e l'insorgenza in Val d'Aosta è tutta nata sotto il governo 2001-2006; la stessa cosa per la base Usa a Vicenza. Stessa cosa per la crisi dell'Alitalia. Non parliamo delle liberalizzazioni: non ne ha fatta nemmeno mezza. E non parliamo della finanza pubblica: è andato avanti a botte di condoni. La Banca d'Italia una settimana fa ha esaminato il risultato di quei condoni e la sentenza di Draghi è stata questa: nel periodo considerato il reddito dei lavoratori autonomi è aumentato il doppio di quello dei lavoratori dipendenti. Inutile dire il perché di questo colossale spostamento di risorse.

Riformare questo stato di cose è difficile, suscita malcontento e quindi impopolarità. Ecco perché queste riforme Berlusconi non le farà se vincerà nel 2008 come non le ha fatte nel quinquennio 2001-2006.
Neppure Sarkozy le farà, che per alcuni rilevanti aspetti gli somiglia anche se il suo potere è molto più ampio e solido di quello di Berlusconi.

Sarkozy ha nominato una commissione di studio presieduta da un uomo intellettualmente fascinoso e socialista. La commissione Attali ha presentato pochi giorni fa il suo dossier al presidente della Repubblica francese. Le farà quelle riforme? Seguirà quei suggerimenti? Tra di essi campeggia quello di abolire la "funzione pubblica", che significa abbattere uno dei cardini dello Stato francese e della pubblica amministrazione. Non sarà una passeggiata perché anche Sarkozy come Berlusconi vuole essere amato. E non soltanto da Carla Bruni.

* * *

Ho ascoltato l'altra sera nella trasmissione del Tg1 il mio amico Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera in un dibattito con Pisanu, Rutelli e Casini. Solite schermaglie sul governo Prodi e sulle elezioni ad aprile oppure a giugno.

Non entrerò in questa ormai stucchevole disputa della quale tutto è stato detto salvo una cosa peraltro evidente: al centrodestra conviene votare al più presto, quando ancora l'emozione "liberatoria" suscitata dalla caduta del governo Prodi è intensa. Tre mesi di più sembrano pochi ma possono far sbollire quell'emozione e fare emergere una realtà ancora nascosta: che quel governo ha operato molto meglio di quanto non sia apparso. Il commissario europeo Almunia ha già cominciato ad ammetterlo.

Il tempo è galantuomo e anche tre mesi in più rappresentano in questo momento un rischio per Berlusconi.

Comunque non è di questo che voglio occuparmi ma di un'opinione del direttore del Corriere su una questione molto importante: quella della continuità della politica economica e finanziaria.

Ha detto Mieli che i risultati in questo essenziale settore realizzati da Prodi e da Padoa-Schioppa (bisognerebbe aggiungere il nome di Vincenzo Visco che è l'autore di interventi tecnici decisivi) sono stati molto positivi; ha citato anche lui il favorevole giudizio della Commissione europea; ha aggiunto che questi risultati si sono anche giovati di quanto aveva fatto in precedenza il ministro del Tesoro Tremonti conducendo una politica economica e finanziaria analoga a quella poi attuata da Padoa-Schioppa ed ha continuato infine affermando che ci sarà piena continuità tra Padoa-Schioppa e il futuro Tremonti così come ci fu continuità tra il Tremonti della precedente legislatura e il Padoa-Schioppa che seguì.

Caro Mieli, amico mio, la continuità si può auspicare ma non inventare.

Se c'è un settore dove la discontinuità è stata pressoché totale è proprio quello tra Prodi e Berlusconi, tra Padoa-Schioppa e Tremonti. Le consegne del maggio 2006 furono un avanzo delle partite correnti azzerato, un'evasione fiscale al massimo livello, un debito pubblico accresciuto, un deficit rispetto ai parametri di Maastricht del 4,1 per cento, una crescita del Pil a livello zero.

Le consegne che Padoa-Schioppa farà, se Berlusconi vincerà, saranno: una diminuzione del debito pubblico e del fabbisogno finanziario, la ricostruzione dell'avanzo delle partite correnti, il deficit ridotto dal 4,1 al 2 per cento (attualmente siamo addirittura scesi all'1,3), una pacificazione mai raggiunta finora tra il fisco e alcuni milioni di piccoli e medi contribuenti con nuovi studi di settore e nuove semplificazioni burocratiche; infine una riduzione cospicua dell'evasione fiscale. Le tasse? Il gettito è aumentato senza una sola nuova imposta né modifica e rialzo di aliquote, anzi con sei miliardi di euro in favore delle imprese con l'abbattimento dell'Irap e dell'Ires.

Come vedi, caro Mieli, la discontinuità è stata totale nella politica economica dei due governi. Non so se Tremonti si sia convertito alla linea Padoa-Schioppa-Visco. Non mi pare, purtroppo. Tremonti è uno di quelli che crede di avere sempre ragione e lo spiega in ogni occasione. Anche lui si ama moltissimo ma non riesce ad essere amato per mancanza di umiltà.

* * *

Domani o al massimo dopodomani Marini rinuncerà. Le Camere saranno sciolte. La vittoria del centrodestra ad aprile è già scritta.

Ne siete sicuri? Per la terza volta la maggioranza degli italiani sarà con lui? E' vero che il centrosinistra ha fatto il possibile e l'impossibile per rimetterlo in sella, ma nonostante tutto non sono così convinto che vincerà.

Credo che il Partito democratico e Veltroni siano pienamente in partita sul terreno di gara ed abbiano carte forti da giocare. Si presentino da soli con un programma di pochi punti, concreti e precisi. Procedano con coraggio, onestà, trasparenza. Facce giovani e nuove senza rinunciare all'esperienza dei vecchi quando sia stata positiva.

Se saranno sconfitti cadano in piedi e lavorino per il futuro. E buona fortuna.
 
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categoria: politica
venerdì, 30 novembre 2007
George Harrison

25.02.1943 - 29.11.2001



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categoria: fletcher memorial
lunedì, 26 novembre 2007
Il tempo passa, il dolore si ovatta un po', ma non è mai possibile dimenticare chi ti ha dato la vita...

Gli anni passano...ma TU sei sempre con me....ciao Papà....
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categoria: fletcher memorial
sabato, 29 settembre 2007
Mese riassumibile con una sola frase.....

...scampoli di felicità...
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categoria: filosofeggiamenti
venerdì, 31 agosto 2007
7 agosto 2007...



...e Capo Nord fu!
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categoria: andata e ritorno
giovedì, 26 luglio 2007
Anno nuovo...viaggio nuovo....
Poteva mancare un'esperienza costruttiva anche quest'anno?Ma certo che no!Anno tribolato viaggio fortunato si diceva...speriamo!
Obiettivo Capo Nord..meta lontana, affascinante, sarà la solita stanchezza, ma la compagnia è fidata e assai selezionata....

Domattina si parte...ufficialmente.....

Nordkapp 2007: 26 luglio - 17 agosto
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categoria: andata e ritorno
giovedì, 05 luglio 2007
Non mi sono dimenticato di te....come potrei?

Auguri Papà....
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categoria: fletcher memorial